“Mi serve un tre o un sei kW?” è la seconda domanda più frequente dopo quella sul risparmio. Sovradimensionare significa pagare di più per energia che finirà in rete a poco prezzo; sottodimensionare significa continuare a comprare corrente. La potenza giusta si calcola, e servono solo due dati.
Primo dato: i kWh scritti in bolletta
Nella bolletta della luce, di solito nel riepilogo annuo, trovi il consumo in kWh. È il punto di partenza. Nelle province di Varese, Como e Milano un impianto ben esposto produce indicativamente 1.100-1.250 kWh l’anno per ogni kW installato: da qui si ricava la taglia che copre i tuoi consumi senza esagerare.
- Fino a circa 2.500-3.000 kWh l’anno (coppia o piccola famiglia, gas per riscaldamento e acqua calda): 3 kW.
- Tra 3.000 e 4.500 kWh (famiglia di quattro persone, qualche elettrodomestico energivoro): 4,5 kW, la taglia più richiesta.
- Oltre 4.500 kWh oppure con pompa di calore, piano a induzione o auto elettrica: 6 kW o più.
Secondo dato: il tetto
Con i moduli da 450 W di oggi servono circa 2 m² a pannello: un impianto da 3 kW occupa più o meno 14 m², uno da 6 kW il doppio. Contano soprattutto esposizione e ombre. Il sud resta l’ideale, ma una doppia falda est-ovest funziona bene e distribuisce meglio la produzione tra mattina e pomeriggio, il che aiuta l’autoconsumo. Camini, abbaini e alberi vicini vanno valutati: una zona in ombra per qualche ora al giorno può pesare più di mezzo kW di potenza in meno.
La batteria: quanto grande?
La regola pratica è dimensionare l’accumulo sull’energia che consumi la sera, non sulla potenza dell’impianto. Nella maggior parte delle case funzionano bene 5 kWh con impianti da 3 e 4,5 kW e 10 kWh dai 6 kW in su. Se non vuoi decidere subito, la scelta furba è installare un inverter ibrido già predisposto: costa poco di più e ti lascia aggiungere la batteria fra un anno o due senza rifare l’impianto.
Guarda avanti di cinque anni
Il dimensionamento va fatto sui consumi futuri, non solo su quelli attuali. Se stai valutando una pompa di calore, un’auto elettrica o l’addio al gas in cucina, i consumi elettrici saliranno anche del 50-80%: meglio prevedere fin da subito una taglia superiore o, quantomeno, spazio sul tetto e un inverter che permetta di ampliare.
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Fonti
- Commissione europea — PVGIS, stime di producibilità fotovoltaica per località
- GSE — Guida agli impianti fotovoltaici e all’autoconsumo
- ARERA — dati di consumo elettrico delle famiglie italiane


