Il fotovoltaico rientra tra gli interventi agevolati, e la parte fiscale pesa parecchio sul conto finale. Ma è anche la parte dove si fanno più confusione e più errori: sbagliare un bonifico o dimenticare una comunicazione può costare l’intero beneficio. Ecco, in pratica, come funziona nel 2026 e cosa devi tenere da parte.

Quanto si detrae

Per il 2026 l’installazione di un impianto fotovoltaico su un immobile residenziale rientra nelle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio. L’aliquota è più alta per l’abitazione principale e più bassa per gli altri immobili, entro un tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare, e il beneficio si recupera in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Alla fornitura e posa si applica inoltre l’IVA agevolata al 10% al posto del 22%.

Le aliquote sono fissate dalla normativa vigente e possono cambiare con ogni legge di bilancio: prima di firmare, fatti confermare la percentuale applicabile al tuo caso dal commercialista o da un CAF. Nessun installatore, noi compresi, può garantirti un’aliquota.

Anche la batteria rientra

Il sistema di accumulo installato insieme all’impianto è ammesso alla stessa agevolazione, dentro lo stesso tetto di spesa. È un dettaglio che cambia i conti: la batteria è la voce che alza di più l’autoconsumo e, di conseguenza, il risparmio in bolletta.

I tre errori che fanno perdere il beneficio

  1. Pagare male. Serve il bonifico “parlante”, con causale che richiama la norma agevolativa, codice fiscale di chi detrae e partita IVA di chi riceve. Contanti e bonifici ordinari non sono recuperabili.
  2. Intestare male. Fattura e bonifico devono essere intestati a chi porta in detrazione la spesa, che deve avere un’IRPEF capiente: senza imposta da compensare, la detrazione resta inutilizzata.
  3. Dimenticare le comunicazioni. Per gli interventi che comportano risparmio energetico è prevista la trasmissione all’ENEA entro i termini di legge, mentre l’allaccio richiede la pratica di connessione al distributore e la registrazione dei servizi presso il GSE.

Cosa conservare

Tieni in una cartella: fatture, ricevute dei bonifici, dichiarazione di conformità dell’impianto, scheda tecnica dei componenti, ricevuta della comunicazione ENEA e documenti di connessione. È il fascicolo che serve in caso di controllo, anche a distanza di anni.

La parte burocratica la seguiamo noi

Nei nostri impianti chiavi in mano la pratica di connessione e la documentazione tecnica sono incluse: tu resti con la parte fiscale, quella che il tuo consulente gestisce in dichiarazione. Guarda le soluzioni fotovoltaiche con accumulo e installazione inclusa, con prezzi chiavi in mano e IVA inclusa.

Il preventivo è gratuito e senza impegno; l’eventuale sopralluogo tecnico costa 30 €, che stralciamo dal preventivo se decidi di procedere. Le installazioni sono eseguite da imprese partner abilitate ai sensi del DM 37/2008.

Fonti

  • Agenzia delle Entrate — Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie
  • ENEA — Portale per le comunicazioni sugli interventi di efficienza energetica
  • GSE — Servizi per gli impianti fotovoltaici e Ritiro Dedicato

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