Quasi tutti i climatizzatori venduti oggi sono a pompa di calore: raffrescano d’estate e scaldano d’inverno con lo stesso apparecchio. Eppure moltissime famiglie li spengono a settembre e riaccendono solo la caldaia. In diverse case è una scelta che costa più del necessario. In altre, invece, è quella giusta: ecco come capire da che parte stai.

Come fa un condizionatore a scaldare

Una pompa di calore non produce calore bruciando qualcosa: lo sposta. Preleva energia dall’aria esterna — presente anche a temperature basse — e la porta dentro casa. Per ogni kWh di elettricità consumato ne restituisce in genere 3 o 4 sotto forma di calore. Il parametro che lo misura è il COP; la sua versione stagionale, quella che conta davvero, è lo SCOP. Sopra 4,6 si entra in classe A+++ in riscaldamento.

Quando conviene davvero

  • Case ben isolate o ristrutturate di recente: meno dispersioni, meno ore di funzionamento, efficienza reale vicina a quella dichiarata.
  • Stanze singole da scaldare per poche ore — camera, studio, taverna, mansarda — dove accendere l’impianto centralizzato per un locale solo è uno spreco.
  • Mezze stagioni: ottobre-novembre e marzo-aprile, quando fuori ci sono 10-12 °C. È il momento in cui la caldaia lavora peggio e la pompa di calore lavora al massimo.
  • Chi ha il fotovoltaico: l’autoconsumo abbassa ulteriormente il costo di ogni kWh usato per scaldare.

Quando invece no

Se l’abitazione è poco isolata, con soffitti alti e infissi datati, il condizionatore fatica: l’aria calda tende a salire, il pavimento resta freddo e i consumi crescono. Inoltre, sotto i -5 °C l’efficienza di molti modelli cala e può intervenire la resistenza elettrica di supporto, la modalità più costosa in assoluto. In questi casi le strade sensate sono altre: un sistema ibrido, una pompa di calore dimensionata per il riscaldamento vero e proprio, o prima ancora un intervento sull’involucro.

Cosa guardare in scheda tecnica

  • SCOP, non solo SEER: quasi tutti i confronti si fermano al raffrescamento e ignorano l’inverno.
  • Classe energetica in riscaldamento, e per quale zona climatica è dichiarata: al Nord ha senso guardare anche i dati della zona più fredda.
  • Temperatura minima di esercizio dichiarata dal costruttore.
  • Potenza resa a 7 °C e a -7 °C: è lì che si vede la differenza reale tra un modello e l’altro, molto più che nei kW nominali.

Detrazioni, installazione, pratiche

L’installazione di un climatizzatore a pompa di calore in sostituzione di un impianto meno efficiente può rientrare nelle agevolazioni fiscali, con obbligo di comunicazione ENEA entro i termini previsti. Aliquote, massimali e requisiti dipendono però dalla normativa vigente e dalla posizione fiscale di ciascun contribuente: prima di dare per scontata la detrazione conviene farsi confermare il proprio caso dal commercialista o da un CAF.

Sul piano tecnico l’impianto va montato da imprese abilitate. Risparmio Facile si appoggia a imprese partner certificate F-Gas e abilitate ai sensi del DM 37/2008, con dichiarazione di conformità rilasciata a fine lavori.

Se stai valutando la sostituzione, sulla nostra pagina dedicata trovi i condizionatori ad alta efficienza con installazione inclusa, con i valori di efficienza di ogni modello. Il preventivo è gratuito; il sopralluogo tecnico costa 30 €, che vengono stornati dal totale se accetti il preventivo. Per informazioni: 0331 1940066, lun-sab 9:00-12:30 / 15:00-19:00.

Fonti

Qualenergia, La pompa di calore d’estate; PMI.it, Climatizzatori e pompe di calore: nuove regole UE dal 2027; Edilportale/ENEA, Climatizzazione estiva; PMI.it, Bonus condizionatori 2026.

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